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Le parti dell’atto non impugnate non entrano nella definizione liti pendenti

di Rosanna Acierno

La domanda


A seguito di accertamento (conseguenza di un processo verbale di constatazione), l’agenzia delle Entrate contesta l’omissione di redditi da fabbricati e redditi da canoni di locazione, più sanzioni e interessi. Il contribuente propone ricorso innanzi alla commissione tributaria provinciale, dalla quale ne è uscito vincente, pur accorgendosi, nello stesso ricorso, di non aver evidenziato le rendite catastali (poiché soggette a Imu), e per le quali l’agenzia delle Entrate ha comminato sanzione. Può il contribuente adire alla sanatoria delle liti pendenti pagando il 50% del valore della lite? Può lo stesso sanare la sanzione?


L’articolo 6 del Dl 119/2018 prevede una definizione delle liti pendenti rientranti nella giurisdizione tributaria in cui è parte l’agenzia delle Entrate, ove la notifica del ricorso di primo grado sia avvenuta entro il 24 ottobre 2018. La lite, per fruire della definizione, deve essere pendente alla data di presentazione della domanda di definizione, il cui termine ultimo scade il 31 maggio 2019 (la domanda va trasmessa dal contribuente o dai suoi successori, utilizzando, a pena di inammissibilità...