L'esperto rispondeImposte

Il ricercatore in Norvegia a tempo determinato non iscritto all’Aire paga le tasse in Italia

di Michela Magnani

Contenuto esclusivo Norme & Tributi Plus

La domanda

Un ricercatore italiano post-dottorato viene assunto in Norvegia con contratto a tempo determinato da un’università pubblica norvegese con contratto di lavoro pubblico. Avrà una abitazione permanente sia in Italia, dove risiede attualmente, sia in Norvegia. Per fini di tassazione dovrebbe applicarsi il dettato dell’articolo 19 della Convenzione Italia - Norvegia sulle doppie imposizioni che prevede l’imposizione esclusiva in Norvegia. Si chiede:
1.è corretta l'interpretazione secondo cui in base all'articolo 4.1 della Convenzione, il lavoratore in questione, che ha un contratto a tempo determinato, non è per questa sola ragione ‘residente in Norvegia' anche se vi soggiorna temporaneamente per prestare attività di ricerca? In Italia, infatti, resterebbe il centro dei suoi interessi vitali anche se non percepisce reddito da lavoro in Italia.
2.Nella dichiarazione di redditi italiana va menzionato tale reddito e relativa imposizione? Se si, come?
Si precisa inoltre che in Italia questa posizione viene inquadrata tramite assegni di ricerca (esenti da tassazione come da disposizioni di cui all’articolo 4 della legge 13 agosto 1984, n. 476).
G. R. – Napoli

Preliminarmente, si rileva che le attività di ricerca o di insegnamento, di regola, vengono inquadrate nell’articolo 20 – professori e insegnanti o professori e ricercatori - delle convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate dall’Italia e non nell’articolo 19. Si ritiene che si possa verificare l’applicabilità, nella fattispecie specifica, dell’articolo 19 solo nell’ipotesi in cui manchino i requisiti per fruire dei benefici convenzionali previsti nell’articolo 20 (ad esempio, il prolungamento...