Esperto RispondeAdempimenti

I dati già corretti in dichiarazione riducono la sanzione da ravvedimento

di Giorgio Bonmarco

La domanda

Nel primo semestre 2017 ho ricevuto una fattura con Iva in reverse charge (articolo 17, comma 6, lettera a-ter del Dpr 633/1972). Ho annotato la fattura con l’integrazione dell’Iva, l’ho registrata in entrambi i registri fatture ricevute ed emesse e versato l’Iva. Ho incluso l’imponibile nei righi VP2-VP3 e l’Iva nei righi VP4-VP5 della liquidazione periodica Iva del trimestre di pertinenza. Nello spesometro relativo al 1° semestre 2017, inviato entro il 18 ottobre, mi è stato possibile inserire la fattura tra quelle ricevute e vi è pertanto coincidenza tra valori spesometro e VP3–VP5; invece non sono riuscito ad inserire la stessa fattura tra quelle emesse dello spesometro, in quanto il software web dell’agenzia delle Entrate, non consente la contemporanea presenza di un valore di aliquota Iva (10%) con valorizzato il campo Natura (N6). Non potendo inserire la fattura nello spesometro anche dal lato fatture emesse i valori VP4 e VP6 non coincidono con i valori dello spesometro.


Nell’ambito delle Faq pubblicate dall’agenzia delle Entrate sul proprio sito, nella sezione dedicata alla trasmissione delle liquidazioni trimestrali Iva, è stato espressamente precisato che «il cessionario o committente non deve ricomprendere nel rigo VP2, riguardante le operazioni attive, l’imponibile delle operazioni passive per le quali lo stesso è debitore dell’imposta (ad esempio, acquisti intracomunitari od operazioni all’articolo 17, commi 5 e 6, del Dpr 633 del 1972). Per tali operazioni...