L'esperto rispondeImposte

Sì all’assegnazione agevolata di immobili ai soci preceduta da versamenti in conto capitale

Occorre però approvare una situazione patrimoniale aggiornata da cui emerga la riserva nel “nuovo” maggiore ammontare la cui distribuzione, parametrata al valore contabile del bene da assegnare, consentirebbe l’operazione

Gianluca Dan

La domanda

Una Srl immobiliare ha in bilancio immobili a un valore storico molto basso e non presenta riserve di utili in bilancio al 31 dicembre 2022; non sono state eseguite rivalutazioni. Nel caso in cui si voglia provvedere all’assegnazione agevolata ai soci degli immobili, in assenza di riserve di utili da annullare con il valore contabile degli immobili, è possibile fare eseguire ai soci nel 2023, prima di procedere con l’assegnazione, un “versamento in conto capitale” pari o superiore al valore contabile degli immobili? Verrebbe poi annullato con la registrazione dell’assegnazione? In questo caso in capo ai soci non ci sarebbe alcuna tassazione, venendo semplicemente restituita una riserva di capitale e non ci sarebbe nemmeno il problema del “sottozero”? Considerato che il “costo fiscale della partecipazione” sarebbe pari al capitale sociale sommato al versamento in conto capitale (fatto eseguire di importo pari o superiore al valore contabile dei beni immobili) e sarebbe certamente superiore al valore catastale degli immobili al netto dell’importo soggetto ad imposta sostitutiva che sarebbe pari al valore contabile degli immobili.
G. C. - Milano

Partendo dal presupposto che l’attuale norma sull’assegnazione agevolata dei beni ai soci ricalca quella della legge 208/2015, si ritengono valide le osservazioni fatte sul piano civilistico dal notariato con lo studio 73-2017/T ove al paragrafo 2.4.1 viene data risposta al quesito riguardante la fattispecie in cui l’ammontare delle riserve e del capitale sia inferiore al valore contabile del bene da assegnare e alla possibilità di integrare l’ammontare delle riserve distribuibili al fine di rendere fattibile l’operazione. Il notariato propende per una risposta positiva, purché si proceda anche all’approvazione di una situazione patrimoniale aggiornata dalla quale emerga la riserva nel “nuovo” maggiore ammontare la cui distribuzione, parametrata al valore contabile del bene da assegnare, consentirebbe di eseguire l’operazione. Tale soluzione trova il suo fondamento sul piano normativo, non solo nelle norme a tutela del capitale sociale ma anche argomentando dagli articoli 2481-ter del Codice civile per le Srl e 2442 per le società per azione che fanno riferimento ai fini dell’aumento gratuito del capitale sociale solo ai fondi iscritti “in bilancio” e 2478-bis per le Srl e 2433 del Codice civile nelle Spa che consentono la distribuzione di utili realmente conseguiti e solo se risultanti da “bilancio regolarmente approvato”. Così argomentando non dovrebbero esserci effetti fiscali in capo ai soci.

Consulta L’Esperto risponde per avere accesso a un archivio con oltre 200mila quesiti, con relativi pareri.

Consulta le risposte del Forum speciale, abbinato a Telefisco 2023, il convegno annuale del Sole 24 Ore che si è svolto giovedì 26 gennaio.

Per saperne di piùRiproduzione riservata ©